22 Feb 2012

Cardiopatici e attività  sessuale. Anno europeo dell’invecchiamento attivo.

L’attività  sessuale fa bene anche a chi soffre di cuore, purchè la malattia sia sotto controllo. A tranquillizzare i sopravvissuti a un infarto o a un ictus sono i cardiologi dell’American Heart Association, che pubblicano le loro raccomandazioni in materia sul sito di Circulation (articolo “online first”; le notizie che seguono sono tratte dal bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità ). Se la cardiopatia si è stabilizzata è molto probabile che i pazienti possano fare sesso senza temere attacchi potenzialmente fatali. La parola d’ordine è discuterne con il medico che valuterà  la situazione caso per caso. Solo in questo modo, infatti, è possibile evitare inutili ‘astinenze’ in pazienti che potrebbero tranquillamente abbandonarsi alla passione e, viceversa, prevenire incidenti nei malati che non rinunciano a far sesso anche quando dovrebbero ‘andarci piano’. “L’attività  sessuale è un fattore chiave per la qualità  di vita degli uomini e delle donne con malattie cardiovascolari e per i loro partner”, osserva Glenn N. Levine, capo dell’Unità  cardiaca del DeBakay Medical Center e autore principale dello studio. “Sfortunatamente, però, è raro che in un contesto clinico si affronti la questione”. Col risultato che spesso i pazienti decidono di rinunciare ai rapporti intimi anche quando non ce ne sarebbe bisogno, aggiungendo alla propria condizione anche ansia, depressione e magari problemi di coppia. In realtà  il tasso assoluto di eventi cardiovascolari (dolori al petto o attacchi di cuore) che insorgono durante l’attività  sessuale è bassissimo, precisano i cardiologi statunitensi; è comunque ragionevole che i pazienti vengano valutati dal medico prima di riprendere l’attività  sessuale. La riabilitazione cardiaca e l’esercizio fisico regolare sono fondamentali per ridurre il rischio di complicazioni collegate all’attività  sessuale in chi ha avuto un attacco di cuore o un problema di insufficienza cardiaca. Ai cardiopatici gravi che manifestano sintomi al minimo sforzo fisico, o addirittura a riposo, si consiglia invece di ‘sospendere’ i rapporti col partner fino a che i disturbi non vengano stabilizzati con una terapia opportuna. Quanto poi alle “pillole dell’amore” per il trattamento della disfunzione erettile, in genere sono sicure per gli uomini che hanno una patologia cardiovascolare stabilizzata; non dovrebbero però essere assunti nei pazienti in terapia con nitrati, e questi ultimi non dovrebbero essere somministrati nelle 24-48 ore successive all’eventuale assunzione di farmaci anti-impotenza. Per quanto riguarda invece le donne con problemi cardiovascolari, è consigliabile che discutano con il medico delle tecniche contraccettive più sicure e dei rischi in gravidanza. Inoltre, le pazienti in post-menopausa possono utilizzare estrogeni ad uso locale in caso di problemi durante il rapporto dovuti a secchezza vaginale. In generale, i cardiologi americani ricordano infine a chi presenta problemi sessuali di verificare eventuali legami tra questi disturbi e malattia vascolare o cardiaca, ansia, depressione o altri fattori.

Per sensibilizzare l’opinione pubblica il 2012 è stato dichiarato “Anno europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà  tra le generazioni”. Gli anziani invecchiano in modo attivo se i responsabili politici e tutte le parti interessate permettono loro di condurre una vita autonoma, intervenendo in settori come il lavoro, l’assistenza sanitaria, i servizi sociali, l’istruzione per gli adulti, il volontariato, gli alloggi, i servizi informativi o i trasporti. L’obiettivo è dare alle persone anziane i mezzi per rimanere in buona salute fisica e mentale e contribuire più attivamente al mercato del lavoro e alla vita della loro comunità  locale. Attorno all’Anno europeo 2012 si è costituita una coalizione di 40 organizzazioni europee che intende promuovere la ricerca di soluzioni innovative alle sfide socioeconomiche che una popolazione europea sempre più vecchia è chiamata ad affrontare. L’Italia ha aderito al programma attraverso il progetto Agnes, cui hanno preso parte anche Austria, Germania, Spagna, Svezia e Grecia. Partecipa anche tu!