14 Nov 2012

Cos’è e cosa fa il mobility manager. Piano OMS 2012-16 per la prevenzione delle malattie croniche. Attività  fisica per i portatori di patologia

Cos’è e cosa fa il mobility manager

 

Tra gli interventi di provata efficacia per aumentare i livelli di attività della popolazione è senza dubbio fondamentale la promozione della mobilità sostenibile: il cammino e la bicicletta sono piacevoli, socializzanti, economici e facili da praticare quotidianamente e riducono anche l’utilizzo dei veicoli a motore e di conseguenza l’inquinamento e gli incidenti stradali.

Uno strumento messo a disposizione dal legislatore per promuovere la mobilità  sostenibile è il Decreto del Ministero dell’Ambiente del 27 marzo 1998, il quale prevede che le imprese e gli enti pubblici con più di 300 dipendenti individuino un responsabile della mobilità  aziendale (mobility manager, MM) che si occupi di intraprendere azioni finalizzate alla riduzione dell’uso del mezzo di trasporto privato individuale agendo sui lavoratori ma anche se possibile sugli utenti che accedono alle sedi dell’azienda.

Il MM intraprende azioni finalizzate alla riduzione dell’uso del mezzo di trasporto privato individuale, ad esempio:
– rilevare dati sugli spostamenti dei dipendenti e degli utenti e sulle loro esigenze relativamente ai trasporti
– intervenire sugli orari di entrata e uscita dei lavoratori
– coordinarsi con il MM del comune e gli altri MM delle altre aziende del territorio
– stipulare convenzioni per i trasporti pubblici
– acquistare biciclette per gli spostamenti in orario di lavoro
– richiedere stalli e parcheggi protetti per le biciclette

 

Nuovo piano OMS per la prevenzione delle malattie croniche

 

E’ stato pubblicato il nuovo piano OMS per la prevenzione delle malattie croniche (Action Plan for Implementation of the European Strategy for the Prevention and Control of Noncommunicable Diseases 2012-16). Ormai l’86% della mortalità  e il 77% della morbilità  in Europa è causato dalle patologie croniche, la cui distribuzione è fortemente influenzata dalle disuguaglianze sociali. Il piano individua quindi gli interventi per il prossimo quinquennio:

– intervenire sulle politiche a tutti i livelli, dato che i determinanti principali della salute sono al di fuori dell’ambito sanitario;
– lavorare principalmente sul rinforzo delle reti (anche e soprattutto al di fuori del sistema sanitario) e sull’empowerment dei cittadini;
– intensificare le attività  di sorveglianza, valutazione e ricerca;
– promuovere la salute, secondo i principi della carta di Ottawa, e prevenire le malattie, con particolare focus sull’approccio di popolazione: una piccola riduzione del rischio in un numero elevato di persone può essere più utile che focalizzare l’intervento su pochi soggetti ad alto rischio;
– riorientare i servizi sanitari verso la prevenzione e la presa in carico dei portatori di patologie croniche.

La priorità  viene data quindi: agli interventi sulle politiche fiscali e di marketing (alimenti, alcool, tabacco); all’eliminazione dei grassi trans degli alimenti prodotti industrialmente, sostituendoli con grassi polinsaturi; alla riduzione del consumo di sale; alla valutazione e al trattamento del rischio cardiovascolare e metabolico (peso, attività  fisica, dieta, cessazione del fumo, trattamento farmacologico dei fattori di rischio); alla diagnosi precoce dei tumori. Altri interventi indicati sono la promozione della mobilità  sostenibile e della salute a scuola e in ambito lavorativo.

 

Attività  fisica per i portatori di patologia

 

Lo Swedish National Institute of Public Health ha pubblicato il volume “Physical Activity for the Prevention and Treatment of Disease”, disponibile gratuitamente online.

Le patologie prese in considerazione sono molte: non solo i tumori, il diabete, l’obesità  e le malattie cardiovascolari ma anche le patologie psichiatriche (dall’ansia alla depressione alle psicosi), la dipendenza da alcool, la BPCO, i disturbi dell’equilibrio, le patologie renali e molte altre.

Gli autori sintetizzano le più recenti conoscenze indirizzando il proprio lavoro agli operatori sanitari, medici ma anche infermieri, fisioterapisti.

Una sezione è dedicata alla promozione dell’attitivà  fisica, anche in particolari periodi della vita come l’infanzia e la vecchiaia ma anche la menopausa e la gravidanza; un’altra tratta dello sport e del rischio di morte cardiaca improvvisa.