19 Gen 2013

L’attività  fisica riduce il rischio di demenza e malattie neurologiche?

Ecco alcuni dati dalla letteratura scientifica che dimostrano come seguire uno stile di vita sano possa ridurre il declino cognitivo e altre patologie neuro-degenerative.

In uno studio del 2009, attraverso una review degli studi raccolti dal 1990 al 2007 riguardanti la relazione tra attività  fisica e diagnosi di malattie neuro-degenerative, si quantifica la correlazione esistente tra attività  fisica e demenza. Sono stati analizzati 16 studi prospettici che includono 163.797 partecipanti. Nelle persone con i livelli più alti di attività  fisica (confrontate con quelle con i livelli più bassi) il rischio relativo di demenza è risultato 0.72 (p<0.001), quello di malattia di Alzheimer’s 0.55 (p=0.006) e quello di morbo di Parkinson 0.82 (p=0.28).
Testo originale: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18570697

Un secondo studio pubblicato nello stesso anno su JAMA esamina la relazione tra attività  fisica, alimentazione e rischio di morbo di Alzheimer. Attraverso uno studio di coorte, rivolto a 1880 anziani di New York residenti in comunità , si osserva come la pratica di attività  fisica e il seguire una dieta di tipo mediterraneo si associno in modo indipendente con un minor rischio di incidenza di malattia. Rispetto ai soggetti inattivi qualli moderatamente attivi avevano un rischio inferiore del 29-41% e quelli molto attivi del 37-50%. Per quanto riguarda l’alimentazione, assegnando un punteggio relativo all’aderenza alla dieta mediterranea, quelli appartenenti al terzile intermedio avevano un rischio ridotto del 2-14% e quelli del terzile più “virtuoso” del 32-40%. L’azione combinata di attività  fisica più sana alimentazione ha condotto a una riduzione del 61-67%.
Testo originale: http://jama.jamanetwork.com/article.aspx?articleid=184383

Infine, uno studio del 2011 esamina la relazione tra attività  fisica e declino cognitivo in donne con età  > 65 anni con malattie circolatorie o con fattori di rischio vascolari significativi . Dai risultati emerge che all’aumentare del dispendio energetico si riduce la percentuale di declino cognitivo. Appartenere ai due quintili superiori di attività  fisica corrisponde, da un punto di vista cognitivo, ad avere da 5 a 7 anni di meno. L’effetto è associato, oltre che con l’esercizio fisico intenso, con la pratica del cammino veloce.
Testo originale: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3153432/