18 Lug 2012

Orti urbani e giardini condivisi a Parigi

Sappiamo bene che la salute non si promuove solo attraverso campagne di prevenzione rivolte ai singoli individui; per questo da tempo nell’ambito del programma regionale stiamo studiando i determinanti ambientali connessi con l’attività fisica. Dopo l’analisi dei fattori urbani che influenzano il cammino e la ciclabilità è in corso una raccolta di informazioni sull’importanza delle aree verdi per la salute dei cittadini.

In molte grandi città europee è stata avviata da alcuni anni una riflessione sugli orti urbani ed i giardini condivisi.

Ad esempio a Parigi si stanno diffondendo i “jardins Partagès” (JP), giardini collettivi creati e gestiti da associazioni di quartiere in piccoli appezzamenti di terreno messi a disposizione dal Comune. I JP sono un pezzo di campagna in città , il cui ruolo non è solo quello di dare l’occasione ai cittadini di “sporcarsi le mani con la terra”. Attraverso la creazione di spazi condivisi, i JP diventano infatti uno spazio di generazione e promozione di legami sociali e culturali, uno strumento in grado di creare una situazione di benessere psico-fisico e relazionale e al contempo un’occasione per fare attività fisica e magari coltivare ortaggi adatti ad una sana alimentazione.

Tutto questo suggerisce anche scenari per un futuro sostenibile attraverso forme di autogoverno responsabile delle comunità locali. L’agricoltura urbana gioca infatti un ruolo strategico per la qualità della vita nelle città  (laddove si concentra la maggioranza della popolazione mondiale), contribuendo ad assicurare oltre che un’autonomia alimentare anche un incremento nell’offerta di servizi ambientali e sociali.

I JP coinvolgono un arcipelago di soggetti ricco e variegato: anziani, bambini, manager, disoccupati, professionisti, immigrati irregolari, accomunati dalla passione del coltivare. La ricchezza delle situazioni riprova il carattere trasversale dell’agricoltura che riesce ad unire mondi e generazioni diverse.

Il rinnovato interesse per l’orto in città comprende, tuttavia, un insieme ben più articolato di bisogni e tendenze come ben dimostra uno degli esempi più interessanti di agricoltura urbana che riguarda Parigi. Nella capitale francese sorgono più di 50 JP. Il Presidente del Jardin du square Auguste Renoir afferma: “I Jardins Partagès sono un luogo in cui cultura materiale ed intellettuale si fondono, dove chi si conosce per coltivare poi va insieme al cinema o a fare una passeggiata”. Insomma “culture à  la culture”, ossia un modo per coltivare ma anche un’operazione culturale di grande spessore.

I JP s’innestano nella tradizione francese dei jardins ouvriers (giardini operai), poi diventati jardins familiaux (giardini familiari), ma l’ispirazione di questa nuova forma di condivisione dello spazio urbano proviene dai community gardens di New York e Montrèal. A quest’ultima esperienza si è rifatta la Fondation de France quando ha emanato un bando grazie a cui è sorto il primo giardino condiviso a Lille nel 1997.
Inizialmente a Parigi si sono sviluppati dei giardini condivisi intorno alla cinta muraria, nelle periferie. L’idea dei JP, invece, è quella di portare i giardini all’interno della città , tra i palazzi, di facilitarne la fruizione e soprattutto di promuovere l’idea di gestione condivisa del territorio. Nel 2001 il Comune ha lanciato il programma Charte Main Verte con l’obiettivo di regolare, sostenere e promuovere i giardini comunitari all’interno del territorio parigino. Questo progetto rientra in un programma più vasto di “vègètalisation de la ville” ossia di rafforzamento del verde urbano. A volte i giardini sono sorti spontaneamente su terreni pubblici occupati dagli abitanti per coltivare; il programma Main Verte ha provato a disciplinare, a legalizzare e a dare una cornice istituzionale a questo fenomeno.
I JP sono gestiti da associazioni di quartiere, preesistenti o create ad hoc sulla base di un’idea partita dai cittadini o dai consigli di quartiere, talvolta su sollecitazioni delle singole municipalità . Le associazioni se preesistenti svolgono anche altre attività  nel quartiere (animazione, inclusione sociale, formazione), altrimenti si limitano alla cura del JP.
La maggior parte dei JP sorgono su terreni pubblici appartenenti al comune di Parigi; in altri casi si tratta di suoli gestiti o di proprietà  di enti pubblici che si occupano di edilizia popolare.
I JP sono un luogo altamente simbolico dove le persone si riconnettono con la natura, in un contesto quasi magico, surreale, tra i palazzi e l’asfalto. Nel centro città  all’interno della cinta muraria (che con la sua densità  di 24.500 ab/km esemplifica il modello di ( “città  compatta”) i JP rappresentano infatti una boccata d’ossigeno, un’occasione per tutti i cittadini, in modo particolare per i bambini, di educazione alimentare e ambientale attraverso cui riscoprire l’origine degli alimenti e i cicli delle stagioni, ma anche la condivisione, la gratuità  e il dono.

Ma attenzione: anche in Italia il fenomeno degli orti condivisi si sta diffondendo. Sono nati a Roma, Milano, Bologna e anche in molte zone del Veneto. Perciò riprenderemo presto questo argomento in riferimento alle realtà  locali.