Bambini e ragazzi

La promozione del movimento inizia dalla gravidanza e prosegue per tutta l’infanzia, dato che i comportamenti non salutari si instaurano spesso già durante l’infanzia e l’adolescenza; per questo è importante il forte coinvolgimento della famiglia e soprattutto della scuola, che va considerata come luogo privilegiato per la promozione della salute nella popolazione giovanile, in cui i temi relativi ai fattori di rischio comportamentali devono essere trattati secondo un approccio trasversale in grado di favorire lo sviluppo di competenze oltre che di conoscenze, integrato nei percorsi formativi esistenti, e quindi basato sui principi del coinvolgimento e dell’empowerment che facilitano le scelte di salute traducendosi in benefici effettivi sulla salute.

 

Una delle cause della sedentarietà è la ridotta possibilità di muoversi in modo sicuro e indipendente a piedi o in bicicletta nel proprio ambiente di vita accompagnata da un aumento della mobilità passiva utilizzata anche per tratti brevi, potenzialmente percorribili in altro modo. In realtà nelle città la gestione e l’organizzazione degli spazi urbani rendono sempre più difficile praticare attività semplici e non strutturate che vengono ricercate tipicamente in età prescolare per sviluppare le abilità motorie, quali andare in bicicletta, utilizzare pattini, correre e fare gioco libero.

 

Fornire ai bambini questa opportunità significa favorire scelte individuali alternative ai comportamenti sedentari questo presuppone e, viceversa, promuove una comunità attiva che supporta il movimento e la mobilità attiva.

 

Uno stile di vita sedentario comporta implicazioni negative non solo sulla salute fisica, ma anche sullo sviluppo cognitivo e psicosociale, soprattutto in età evolutiva. Esplorare lo spazio attraverso il movimento e il gioco è molto importante per lo sviluppo infantile. I bambini che non sono capaci di esplorare il proprio ambiente di vita, anche attraverso il corpo, potrebbero in seguito trovare delle difficoltà nell’affrontare situazioni che richiedono capacità cognitive, esplorative e di scelta. Viceversa, l’inizio troppo precoce di un’attività sportiva eccessivamente strutturata e competitiva risulta negli anni dell’adolescenza uno dei fattori connessi con l’abbandono di uno stile di vita attivo.

Tra i ragazzi, soprattutto tra gli 11 e i 15 anni si osserva un declino progressivo dei livelli di attività fisica, di pari passo con l’aumento di comportamenti sedentari legati al trasporto ma anche alle attività ricreative (passare molto tempo a guardare la televisione, al computer o davanti ai video giochi).

 

Nella scuola primaria, a differenza di quanto accade in altri paesi Europei, l’educazione al movimento impegna un numero limitato di ore (500 stimate in 5 anni).

Nella scuola secondaria vengono destinate all’educazione fisica 2 ore alla settimana, parte delle quali utilizzate per la formazione teorica.

Per quanto riguarda l’attività sportiva extrascolastica, negli alunni delle scuole secondarie di II° grado l’attività motoria sportiva registra un’alta percentuale di abbandono correlato con una serie i fattori ad esempio l’interferenza con lo studio, altri interessi, orari scomodi, impianti troppo lontani, allenatori e genitori troppo esigenti ecc.

 

Spesso il mondo dello sport e quello della scuola non vengono vissuti come sufficientemente integrati e si riscontra una diffusa richiesta di maggiore tempo dedicato allo sport nell’ambito delle ore scolastiche. Diversi studi hanno rilevato inoltre che i bambini e gli adolescenti che praticano regolarmente attività fisica hanno spesso i genitori (o altre figure parentali) che esercitano uno sport o che motivano i loro figli ad essere attivi. Anche il coinvolgimento delle famiglie risulta quindi fondamentale.

 

Emerge la necessità di programmare nell’ambito di interventi di popolazione iniziative per i bambini ed i giovani coinvolgendo anche gli altri soggetti sociali e tenendo conto delle specificità delle singole fasce di età, sulla base delle evidenze scientifiche e delle indicazioni fornite dalle agenzie internazionali.