Disuguaglianze

Le disuguaglianze sociali, oggi in aumento, comportano importanti ripercussioni sulla salute. E’ stato osservato che le comunità più a rischio di malattia spesso sono anche quelle che usufruiscono di meno della gamma completa di servizi preventivi. Le condizioni socio economiche, gli aspetti culturali e non da ultimo il livello di istruzione incidono fortemente sulla consapevolezza e sull’efficacia delle azioni personali e collettive. Secondo la Marmot Review pubblicata nel 2008 le disuguaglianze hanno un peso rilevante nell’aspettativa di vita e in moltissime patologie croniche e fattori di rischio correlati; ad es. in Inghilterra la differenza fra chi è più povero e chi è più benestante è mediamente di 7 anni, che diventano 17 se anziché della semplice durata della vita si tiene conto solo degli anni vissuti in autonomia, in assenza di disabilità.
Ciò vale fortemente anche per gli stili di vita e la lotta alla sedentarietà. L’emergenza obesità, legata a comportamenti come passare gran parte della giornata seduti e/o mangiare in maniera inadeguata, coinvolge infatti principalmente i gruppi sociali svantaggiati, la sedentarietà è maggiormente presente nelle persone con difficoltà economiche o con basso titolo di studio e anche il sovrappeso presenta lo stesso andamento, sia negli adulti che nei bambini ( dati PASSI e Okkio alla Salute 2012 ).

Nel rapporto “Health Behaviours in School-aged Children-HBSC” del 2006 sui ragazzi italiani di 11, 13 e 15 anni è stato rilevato anche che molti giovani con problemi di sovrappeso e obesità sono afflitti di conseguenza anche da scarsa autostima, scadente qualità di vita, uso di sostanze o bullismo.

Il programma interministeriale Guadagnare Salute (DPCM 4.5.2007) sottolinea fortemente la necessità di garantire l’equità per tutti i cittadini, creando condizioni sociali ed ambientali senza discriminazioni e proteggere le fasce più deboli per età e per condizioni socio-economiche.

Anche nel Veneto il problema della sedentarietà negli adulti è correlato con il titolo di studio, il livello socio-economico e l’etnia (italiana o straniera), nei bambini l’andamento dell’obesità è correlato con il livello di istruzione della madre.