Gli interventi efficaci e l’intersettorialità

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS Europa, “Physical Activity and Health in Europe”) le iniziative volte a stimolare l’attività fisica dovrebbero avvalersi dei seguenti principi chiave:

  • agire a livello di popolazione
  • intendere il termine “attività fisica” in senso ampio
  • coinvolgere altri settori dell’economia e della società
  • migliorare e attrezzare il territorio in funzione dell’attività fisica
  • intervenire contemporaneamente sui diversi aspetti del problema
  • realizzare iniziative che rispondano alle reali esigenze dei cittadini
  • ridurre le disuguaglianze
  • basarsi sulle evidenze scientifiche più robuste
  • essere sostenibili
  • lavorare sull’intersettorialità

 

Tutti gli interventi di promozione della salute dovrebbero prevedere azioni di provata efficacia secondo le raccomandazioni nazionali e internazionali. Inoltre, per promuovere efficacemente l’attività fisica nella popolazione è indispensabile agire su due fronti: la motivazione delle singole persone a modificare i propri comportamenti e stili di vita ed i determinanti ambientali dell’attività motoria. A questo scopo, appaiono particolarmente efficaci le campagne di comunicazione e gli interventi di supporto sociale per incrementare la rete e il capitale sociale, l’incremento delle ore di educazione fisica a scuola, la pianificazione degli spazi urbani e la riduzione delle barriere all’accesso ai luoghi per praticare l’attività fisica.

 

Per intersettorialità invece si intende che per promuovere l’attività fisica e gli stili di vita sani sia necessario agire coinvolgendo tutto il contesto sociale: la scuola, le pubbliche amministrazioni, le associazioni. Come tutti i determinanti di salute, l’attività fisica non è soltanto una questione di sanità pubblica. Essa riguarda anche e soprattutto il benessere dell’intera comunità e la protezione dell’ambiente e rappresenta un investimento per le generazioni future. Gli interventi dovrebbero essere condotti nei vari settori su larga scala e in maniera sistematica e coerente. Questo coinvolgimento è chiaramente citato dalla Carta di Toronto e previsto esplicitamente, anche in ambito italiano, dal programma interministeriale “Guadagnare Salute”.

 

Per quanto riguarda la collaborazione tra la sanità pubblica e gli altri settori sanitari, il “Global NCD Action Plan” dell’OMS sottolinea in particolare l’importanza delle cure primarie, essenziali per la promozione dell’attività fisica a livello individuale. E’ strategico rafforzare la collaborazione con i medici di famiglia nella promozione di uno stile di vita sano; infatti essi seguono il soggetto nella sua storia di vita e possono quindi consigliare le strategie più adatte. Inoltre, data l’importanza dei primi anni di vita per l’acquisizione duratura degli stili di vita sani, è importante potenziare il dialogo con i pediatri di famiglia ed inserire azioni di promozione del movimento, indirizzati anche ai genitori, nei momenti di contatto con i servizi sanitari come ad esempio le visite pediatriche (bilanci di salute) e il counselling vaccinale.