I risparmi

Le cifre

I vantaggi che una vita attiva porta al benessere dell’individuo sono riconosciuti e quantificabili / quantificati, ma l’attività fisica come “condotta comune” porta anche benefici economici reali, per i singoli come per la società nella sua interezza. Prediligere per esempio come pratica diffusa lo spostamento a piedi o in bicicletta nella vita quotidiana, limitando l’uso dell’auto, permette di incidere in modo reale – e non indifferente/e sostanziale – sulle spese del singolo e insieme sui costi sanitari, diretti e indiretti, sostenuti dalla società.

Uno studio del 2012 (Lancet. 2012;379:2198), ha analizzato l’effetto degli spostamenti attivi su 7 malattie associate con la sedentarietà (diabete, cancro della mammella e del colon, demenza, malattie cerebrovascolari, depressione e cardiopatia ischemica). Gli autori hanno calcolato che in 20 anni, con 3,4 km di bicicletta o 1,6 di cammino al giorno, la riduzione di tali patologie nei contesti urbani porterebbe il Sistema Sanitario Nazionale inglese a risparmiare circa 17 miliardi di sterline l’anno (all’incirca l’1% del budget della sanità inglese). Questo consentirebbe di liberare fondi consistenti che potrebbero essere devoluti ad altri interventi sanitari.

Secondo il recente report OMS “Unlocking new opportunities: jobs in green and healthy transport“, la riduzione dell’aspettativa di vita della popolazione dovuta all’inquinamento e agli incidenti (circa 120.000 morti all’anno in Europa) e l’impatto di questi ultimi sulla salute si traduce in costi che possono arrivare ad incidere fino al 3% del PIL.

Utilizzando lo strumento Heat (Health economic assessment tool for cycling and walking) messo a punto dall’OMS, a Modena è stato calcolato che per ogni euro speso per potenziare la ciclabilità se ne risparmiano all’incirca 1.000 euro, mentre a Verona se tutti i residenti del comune percorressero ogni giorno 3 chilometri in bicicletta il risparmio in un anno per i costi sanitari diretti ed indiretti sarebbe di oltre 17 milioni di euro.

Stime analoghe possono essere effettuate per gli interventi volti ad aumentare il numero di persone che camminano anziché usare l’auto.

Cosa si può fare

Il sistema sanitario può svolgere un ruolo primario a diversi livelli:

  • fornendo conoscenze su interventi di provata efficacia ai decisori istituzionali e agli stakeholders (portatori di interesse)
  • facilitando lo scambio di esperienze e conoscenze in materia
  • intervenendo perché l’attività fisica entri a pieno titolo nell’agenda delle politiche sanitarie
  • dimostrando i benefici economici degli investimenti sull’attività fisica; integrando gli interventi sui diversi determinanti di salute.

Il programma ministeriale “Guadagnare Salute” è un esempio dell’applicazione di questi principi e prevede esplicitamente quanto detto, a partire dall’integrazione degli interventi rivolti alla promozione dello stile di vita attivo e della sana alimentazione e al contrasto al fumo e all’alcol.

 

Come per gli altri determinanti di salute, anche l’attività fisica non è soltanto una questione di sanità pubblica: essa riguarda anche e soprattutto il benessere dell’intera comunità e la protezione dell’ambiente e rappresenta un investimento per le generazioni future. Gli interventi dovrebbero essere intersettoriali e coinvolgere le diverse amministrazioni su larga scala e in maniera sistematica e coerente.