Importanza dell’attività fisica per la salute

Gli effetti del movimento sulla salute.

L’attività fisica è uno dei mezzi più efficaci per prevenire molte malattie croniche non trasmissibili (malattie cardiovascolari e cerebrovascolari, diabete, obesità, tumori). Aumenta il grado di autonomia negli anziani, contrasta le patologie connesse con l’invecchiamento e riduce il rischio di cadute, ha un’influenza positiva sul benessere psicofisico, sulla depressione e su altri disturbi mentali.  Viceversa la sedentarietà porta ad un progressivo deterioramento delle capacità funzionali; ad esempio è stato evidenziato che in soli dieci giorni di immobilità a letto un anziano va incontro ad una perdita di massa muscolare pari all’incirca a quella che avviene fisiologicamente in un soggetto attivo nel tempo di dieci anni. (Link all’articolo scientifico originale in inglese)

 

La sedentarietà è diventata pericolosa quanto il fumo.

Un terzo della popolazione adulta, in tutto il mondo, non fa abbastanza esercizio fisico e questo scorretto stile di vita è correlato con la morte di oltre 5,3 milioni di persone all’anno in tutto il mondo, all’incirca pari a quelle dovute al fumo. Le evidenze più recenti sull’attività fisica mostrano come circa il 30% delle morti premature totali e di quelle per cancro siano correlate con scorretta alimentazione, sedentarietà e sovrappeso. La sedentarietà è in grado di ridurre l’aspettativa di vita mediamente di 4 anni e anche praticare attività fisica anche al di sotto dei livelli raccomandati può aumentare di 3 anni la durata della vita.  La sedentarietà deve quindi essere considerata un’emergenza sanitaria. La sfida globale è chiara: “rendere l’attività fisica una priorità della sanità pubblica”. Le campagne di promozione dell’attività fisica devono essere efficacemente rinforzate, monitorando la diffusione della sedentarietà, agendo sui diversi gruppi di popolazione e anche sui suoi determinanti ambientali, sia di tipo sociale che urbanistico e potenziando le campagne informative e gli investimenti economici a favore degli stili di vita sani.

 

“Attivarsi” per il cambiamento.

Nel 2013 la conferenza di Vienna dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) su malattie croniche e stili di vita ha fatto il punto sulle dimensioni del problema e soprattutto sulle politiche che è necessario mettere in atto con urgenza per raggiungere l’obiettivo di ridurre del 25% la mortalità prematura entro il 2015. In quell’occasione è stato lanciato un forte allarme sul fatto che dieta inappropriata e sovrappeso sono alla base delle principali malattie croniche, responsabili dell’80% della mortalità in Europa, e che inoltre l’obesità sta diventando purtroppo la regola, non più l’eccezione. Gli esperti dell’OMS stimano che se la situazione non cambierà entro il 2030 in alcuni Stati europei il 90% della popolazione sarà in sovrappeso. Agli Stati membri dell’Unione Europea è stato chiesto quindi un intervento forte per tutelare, anche attraverso le politiche e la legislazione, tutta la popolazione e in particolare i bambini e gli anziani.