19 Gen 2013

Un’idea da copiare: il sentiero del respiro per contrastare il fumo. Il fumo può accelerare il declino cognitivo. Centri anti fumo in Veneto

Un’idea da copiare: il sentiero del respiro

Tutti possono cambiare, secondo lo psicologo J. Prochaska. In occasione della Giornata mondiale senza tabacco, le autorità  e gli abitanti di Anterivo (Bolzano) hanno inaugurato il loro «sentiero motivazionale del respiro» per smettere di fumare, ispirato proprio alle cinque fasi del modello di Prochaska. àˆ il primo esperimento del genere in Italia, realizzato nel contesto del progetto «Anterivo, un paese senza fumo» del servizio pneumologico dell’azienda sanitaria dell’Alto Adige, con il sostegno dell’assessorato alla sanità  e del corpo forestale.
Il progetto offre dei percorsi naturalistici che siano un incentivo a liberarsi dalla dipendenza da tabacco. Natura, salute, comunità , relazione, terra, acqua, luce, aria sono dunque i principi che hanno dato ai suoi promotori lo spunto per coniugare natura e salute stimolando la partecipazione di una comunità  che, ispirandosi alle ricchezze ambientali che le appartengono, si è resa da subito disponibile allo sviluppo di un’esperienza unica nel suo genere.
IL SENTIERO DEL RESPIRO – Il «sentiero motivazionale del respiro» si compone di sei distinte stazioni tematiche create in un’area boschiva ai margini dell’abitato di Anterivo e si inserisce nel progetto come strumento ricreativo e terapeutico. Si tratta di un ambiente dove il visitatore riceve messaggi utili per riconoscere e modificare un proprio comportamento. La disassuefazione da fumo di tabacco viene riletta in chiave simbolica ed olistica rifacendosi al modello di Prochaska secondo il quale il cambiamento è un processo graduale che, attraverso specifici stadi, dovrebbero indurre ad una serena introspezione e quindi alla volontà  di cambiare. Rispetto alle cinque fasi di Prochaska (precontemplazione, contemplazione, programmazione, avvio dell’azione e mantenimento) è stato introdotto un passaggio in più: il rinforzo dell’azione, che può dare maggiore valenza alle cose che uno riesce a fare per se stesso L’idea è quella di offrire in modo volontario qualcosa che possa più incisivo delle parole, dei farmaci, del counselling psicologico o della solita esperienza di comunità , tipo la biciclettata antifumo oppure la giornata di comunità  in cui si festeggia e non si fuma. L’esperienza del sentireo del respiro viene rielaborata sia dai cittadini, sia dalle persone che visiteranno occasionalmente o di proposito questo luogo.
GLI OBIETTIVI DEL PROGETTO – L’Obiettivo principale del progetto è quello di aumentare il numero di persone che riescono a smettere di fumare (cura) e ridurre il numero di giovani che potrebbero iniziare a fumare (prevenzione). L’intento è inoltre quello di sviluppare una “rete” di conoscenze ed esperienze intese come relazioni sociali tra culture diverse nonchè generare un forte rapporto di collaborazione tra figure professionali multidisciplinari – personale sanitario, volontari di varie associazioni, personale delle scuole, educatori – consapevoli che per raggiungere un obiettivo importante di salute è necessario sviluppare una “cultura collettiva” capace di sostenere e far condividere logiche, valori e prospettive comuni. Il progetto dovrebbe essere esportabile anche in altre realtà , poichè modificando alcune cose dell’ambiente che ci circonda possiamo anche modificare i comportamenti.

Il fumo può accelerare il declino cognitivo

Il fumo fa male non solo al cuore e alle arterie, ma è deleterio anche per il cervello, danneggiando la memoria e le capacità  logiche e di apprendimento. Il rischio di infarto o di ictus è “significativamente associato al declino cognitivo”, addirittura fino alla demenza o all’Alzheimer. E’ quanto emerge da una ricerca del King’s College di Londra condotta su 8.800 persone over 50 e pubblicata sulla rivista Age e Ageing. Gli scienziati hanno raccolto una serie di dati sulle condizioni di salute e sullo stile di vita dei pazienti, sottoponendoli a diversi test cognitivi. I soggetti sono stati tutti testati di nuovo a distanza di quattro e otto anni. I risultati sono sorprendenti e dimostrano che tra malattie cardiovascolari – spesso provocate o aggravate dalle sigarette – e patologie cognitive esiste una stretta correlazione; chi è più soggetto al rischio di ictus o infarto presenta anche un maggiore deterioramento delle condizioni del cervello. I fumatori hanno registrato punteggi più bassi nei test di memoria e apprendimento. “Abbiamo identificato una serie di fattori di rischio che possono essere associati a un declino cognitivo accelerato, ognuno dei quali potrebbe essere modificato”, ha spiegato uno dei ricercatori, Alex Dregan. Per questo occorre “rendere le persone consapevoli della necessità  di cambiare il proprio stile di vita”. Per approfondimenti

Smettere di fumare: i centri antifumo in Veneto

 

Sul sito “Smettere di fumare“, insieme a molte altre informazioni utili, è riportato l’elenco dei centri anti fumo del Veneto a cui è possibile inviare i fumatori motivati a smettere.

 

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